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lunedì 30 marzo 2026

"Match Worn" - Il nuovo format sui cimeli sportivi con Il Messaggero - Prima Puntata

 Da domenica 29 marzo saranno online sulle piattaforme de Il Messaggero le puntate di Match Worn dove racconterò storie, aneddoti e curiosità sui vari cimeli del mondo dello sport.

Nella prima puntata si parla delle maglie della Lazio e della Roma.

Ecco la prima puntata:


In collaborazione con il profilo social Original Cimelio.


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giovedì 16 gennaio 2025

La maglia del Lecce - Alla scoperta di M908 e della maglia fatta in casa

Qualche mese fa ho avuto il piacere di trascorrere una gradevole serata con Saverio Sticchi Damiani, presidente del Lecce (proprio questa settimana diventato il presidente più vincente della storia giallorossa), e sua moglie Marina (non saprei dirvi tra i due chi sia più tifoso/a).

Lecce è una mosca bianca nel panorama calcistico italiano, come ha ribadito all’inizio di questa stagione calcistica nel corso di una conferenza stampa proprio il Presidente: i soci del Lecce sono prima di tutto tifosi, non si dividono nessun utile e ognuno di loro ha una propria attività che gli permette di non usufruire di nessun tipo di stipendio/guadagno dal Lecce.

Se pensate ai vari fondi che popolano nel calcio italiano e internazionale, capite perchè parlo di mosca bianca. Fortunatamente non è la sola società e, a breve, in questa rubrica affronteremo casi simili e altrettanto lungimiranti.

Oggi però non vi parlo della società US Lecce, bensì di M908, la marca di abbigliamento creata internamente dal Lecce e che dal 2018 ogni anno regala le esclusive divise della squadra oltre a tutto l’abbigliamento tecnico e casual. 

A parte un rarissimo caso di qualche anno fa a Perugia con l’allora presidente Luciano Gaucci e la sua Galex, si può tranquillamente parlare del primo esempio di sponsor tecnico a KM 0.


Ne avevo già parlato durante la famosa cena con il Presidente, ma, essendo io molto curioso, e soprattutto appassionato e collezionista, ho potuto approfondire l’argomento con Andrea Micati, responsabile marketing dell’US Lecce che, con estrema pazienza, ha risposto a tutte le mie curiosità sull’argomento.

M908 nasce da un’idea della società nel 2018. La squadra militava ancora in Serie C, nonostante già da un paio di anni avesse le carte in regola per salire in Serie B, conti alla mano, si sono resi conto che non aveva più molto senso affidarsi ad un produttore esterno che limitava molto anche le scelte dal punto di vista creativo. Questo, nonostante, come è normale che sia per una società del calibro del Lecce,  avessero ricevuto numerose offerte da vari brand di abbigliamento sportivo.

Il kit manager, nonché socio e ideatore di M908, Giovanni Fasano ha cominciato a prendere contatti, ad andare personalmente in giro per il mondo a conoscere le aziende e testare i materiali più adatti, tutto ovviamente sotto il controllo economico dell’Amministratore Unico di M908 Dott. Antonio Marti  e dello storico grafico del Lecce, da oltre 25 anni, Mario Contaldo.

 Primo obiettivo:  elevare la qualità del materiali che poi avrebbero dovuto vestire non solo i giocatori delle varie squadre del Lecce, dalla prima squadra ovviamente a tutte le giovanili, ma anche e soprattutto i tifosi che, nelle intenzioni della società, avrebbero dovuto portarsi a casa un materiale di ottima qualità.


Il risultato è stato la nascita di M908 (dall’anno di Fondazione della squadra salentina 1908 appunto). 

Avendole toccate con mano vi posso confermare che sono davvero di ottima qualità e che non hanno assolutamente niente da invidiare a marchi ben più blasonati, anzi…!



Parlando con il Dott. Corrado Liguori, vice presidente dell’US Lecce, ho percepito la passione e l’entusiasmo che tutti i soci mettono dentro alla squadra salentina. Il Dott. Liguori mi ha fatto scoprire tutte le maglie celebrative che ogni anno il Lecce realizza per regalare ai tifosi delle chicche storiche a marzo in occasione dell’anniversario della costituzione della squadra nel 1908 appunto.

“Mi piacciono tutte le maglie che abbiamo realizzato, anche perchè c’è il contributo di noi tutti nella realizzazione, ma se proprio devo sceglierne una, la maglia alla quale sono più affezionato è senza dubbio quella della stagione 2020/2021, quella bianca con tutti i nomi dei 105 comuni della provincia di Lecce.”

C’è una cosa di cui va particolarmente orgoglioso di questi anni di Lecce?

“Sicuramente aver deciso di regalare qualcosa di M908 ogni anno agli abbonati, a partire dal primo anno quando regalammo una felpa double face nera fuori e giallorossa all’interno, oppure la maglietta con tutte le firme dei giocatori che regalammo l’anno della prima promozione in Serie A, sotto la nostra gestione, fino allo zaino orgogliosamente “SUD” di quest’anno” 


Personalmente sto apprezzando molto anche le collezioni casual, streetwear, quelle per tutti i giorni, davvero molto belle ed originali con la scritta storica sul petto US LECCE e l’utilizzo anche del logo storico della società degli anni ’60/’70.


Ad oggi, sono passati 7 anni dalla prima collezione e, come mi hanno confermato Andrea e il Dott. Liguori, sulle nuove maglie, abbigliamento ecc, ci lavorano tutti e tutti esprimono la propria opinione, dal Presidente in giù.

Il lavoro inizia di solito nell’ottobre dell’anno precedente alla messa in produzione del materiale,

una volta approvata la veste grafica e la scelta dei materiali, si passa alla produzione che richiede qualche mese, il tutto per avere la collezione completa pronta per i mesi di maggio/giugno in tempo per svolgere i vari ritiri con i nuovi materiali.



E’ stato davvero molto piacevole e interessante entrare nell’universo Lecce, conoscere chi ci lavora quotidianamente, la passione che trasmettono e scoprire quanto lavoro ci sia dietro alla realizzazione di quella che possiamo tranquillamente definirei la seconda pelle di ogni tifoso, ovvero la maglietta della propria squadra del cuore. 

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lunedì 23 dicembre 2024

La maglia dell'Hellas Verona - L'omaggio celebrativo per i 40 anni dallo scudetto

Ho sempre subito il fascino della maglietta del Verona. Ho sempre apprezzato le idee grafiche della squadra scaligera. Ricordo le bellissime maglie degli anni’80, ma anche quelle dei primi anni ’90. A Verona hanno sempre dato molta importanza alle grafiche e, da collezionista, non posso che apprezzare questo tipo di attenzioni. Conservo gelosamente la maglietta di Toni di quando divenne capocannoniere a pari reti con Icardi nel 2014/2015 esattamente 10 anni fa. 

Quest’anno, quando ad agosto è stata presentata la prima maglia, sono rimasto a bocca aperta nel rivedere riprodotta fedelmente la maglia dello scudetto della stagione 1984/1985. 


Devo anche dire che nel 2013 ho fatto il mio esordio nella Nazionale Italiana cantanti proprio a Verona contro le vecchie glorie dell’Hellas Verona.


Giusto per i più giovani è doveroso ricordare che lo scudetto di quella stagione fu vinto dal Verona in modo del tutto inaspettato, per fare un esempio recente, un po’ come quando il Leicester di Ranieri, partito con il solo obiettivo di salvarsi, vinse la Premier League nel 2015/2016. 

Ad onor del vero bisogna però dire che il Verona, non solo non aveva come obiettivo quello della salvezza, bensì  erano già un paio d’anni che stava disputando della grandi stagioni, dal suo ritorno in Serie A aveva ottenuto un quarto posto con finale di Coppa Italia raggiunta e un sesto posto con qualificazione in Coppa Uefa ed ennesima finale di Coppa Italia. Quell’anno per il decisivo salto di qualità arrivarono il tedesco Briegel e il danese Elkjaer Larsen che tra i suoi nomi aveva anche Preben, me lo ricordo perchè, per darvi l’idea dell’impatto che ebbe  e ha continuato ad avere tra i veronesi, la mia collega radiofonica Francesca Cheyenne, veronese doc, aveva chiamato il suo cane Preben.   

Allenatore Osvaldo Bagnoli,  presidente Celestino Guidotti, che aveva appena venduto a Chiampan, restando però alla presidenza , bomber della squadra Giuseppe “Nanu” Galderisi. Bruni, Marangon, Tricella, Fanna, Di Gennaro, il portiere Garella, che poi vincerà un altro scudetto a Napoli con Maradona, sono alcuni giocatori della squadra allestita dal mitico General Manager Emiliano Mascetti che riuscì a regalare una delle più grandi gioie, se non la più grande, al popolo veronese.


Tornando alla maglietta celebrativa di quest’anno, la sorpresa più grande l’ho avuta quando ho avuto modo di poterla toccare con mano. Materiale leggerissimo e piacevolissimo al tatto. Inutile dirvi che l’idea di celebrare i quarant’anni dallo scudetto riproponendo fedelmente la maglia di quell’anno l’ho trovata perfetta. 

“Appena abbiamo firmato con Joma, l’unica cosa certa che avevamo era che nel 2024/2025 saremmo usciti con questa maglietta. Ci stiamo lavorando da diversi anni, per noi era quasi scontata come cosa e non c’è stato un momento particolare in cui abbiamo deciso, lo dovevamo fare e basta.” 

A parlare sono i ragazzi che seguono il marketing e l’area commerciale dell’Hellas Verona, ragazzi che trasudano entusiasmo e che trasmettono tutta la passione che ci mettono per rendere uniche le maglie e tutto il materiale gialloblu.

“Questo tipo di materiale, più leggero del solito, era l’unico che ci permetteva di poter replicare l’esatta distanza delle righe fedelmente all’originale e Joma in questo ha fatto un ottimo lavoro. Per raggiungere il risultato finale Joma non c’ha mai mandato campioni definitivi, bensì varie tipologie di tessuto, mentre a livello grafico, quando abbiamo firmato 2 anni fa sapevamo già esattamente che la maglia di quest’anno sarebbe stata esattamente così.”


Appurato che la per la prima maglia ci sarebbero stati pochi dubbi, andiamo a vedere le altre due:



“Per la seconda maglia, quella away e solitamente bianca, abbiamo preso spunto dalla Coppa dello Scudetto dell’epoca consegnata per la vittoria, che aveva una base marmorea.” Durante la nostra conversazione ho scoperto una bella iniziativa riguardante la terza maglia: ”La terza maglia è dedicata alla nostra fondazione Hellas Verona Foundation, per l’eleganza e i temi trattati abbiamo voluto utilizzare per tutti i dettagli il color oro. Con la Fondazione siamo molto attivi nell’aiutare le associazioni del territorio. Ogni maglietta utilizzata dai giocatori in campionato viene venduta all’asta e il ricavato, tramite la Fondazione, viene devoluto alle varie associazioni”.


Quali reazioni avete avuto tra i tifosi?

“Ottime, le maglie sono piaciute immediatamente, ovviamente con prevalenza per la prima” Confermo e vi invito, se ne avete la possibilità, a toccarne una, lo so corro il rischio di ripetermi, ma al tatto è veramente piacevole.

Mi sono ripromesso di andare presto a vedere una partita del Verona, il Bentegodi regala sempre grandi emozioni e soprattutto quest’anno guardando in campo la squadra giocare con questa iconica maglietta.

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mercoledì 4 dicembre 2024

La maglia dell'Empoli - Rebecca Corsi ci racconta com'è nata la maglia di quest'anno.

 Il DJ Carlo Carletto Nicoletti, nostro storico collaboratore (autore e produttore della WebSerie GoalCar lanciata proprio dal nostro network), ci presenta e ci racconta aneddoti, curiosità e particolari inediti sulle maglie da gioco, palloni, scarpe e tanto altro ancora che hanno fatto e continuano a fare la storia del calcio non solo italiano.

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Empoli ha poco meno di 50.000 abitanti e oltre 7.000 abbonati allo stadio.

Fate un rapido conto e vi renderete conto del rapporto pazzesco che c’è tra abitanti/abbonati e del piccolo miracolo che ogni anno si ripete in questa piccola città toscana.


A Empoli il calcio è una questione di famiglia, e la famiglia in questione è quella Corsi. 

Fabrizio, il capostipite, è il presidente dal luglio del 1991, ben 33 anni, e sotto la sua presidenza l’Empoli si è ritagliato uno spazio importantissimo nel panorama calcistico italiano raggiungendo anche la qualificazione in Coppa Uefa e regalando numerosi talenti grazie ad un settore giovanile eccezionale riconosciuto a livello internazionale: interminabile l’elenco di giocatori approdati nei top club italiani ed europei usciti dalla cantera dell’Empoli.


Da qualche anno accanto al Presidente è sempre più presente la figlia Rebecca, attualmente vice presidente, CEO dell’Empoli e consigliera in Lega Serie A, prima donna dai tempi di Rosella Sensi.


La prima volta che ho sentito parlare di Rebecca è stata una decina d’anni fa circa quando con la nazionali italiana cantanti andai a giocare una partita di beneficenza allo Stadio “Castellani” di Empoli, quando entrammo negli spogliatoi rimanemmo a bocca aperta per l’arredamento, la cura dei dettagli e, vedendo il nostro stupore, i custodi dello stadio ci dissero che il merito era della “Figlia del Presidente”, si esatto dissero proprio così, perché a quel tempo ancora era solo la “Figlia del Presidente”.


La seconda volta che ho sentito parlare di Rebecca è stata con il mio amico DJ Federico Scavo che da quest’anno intrattiene i tifosi prima delle partite allo Stadio “Carlo Castellani Computer Gross Arena” di Empoli con i suoi DJ Set. “Carletto non puoi capire che entusiasmo mi ha trasmesso Rebecca, grazie a lei e ai ragazzi di Empoli mi sono riavvicinato al calcio dal quale mi ero allontanato ormai da diversi anni.”


“La Figlia del Presidente” oggi è Rebecca Corsi e basta. 

Un donna schietta, intelligente, diretta e con le idee molto chiare: “All’Empoli mi sono occupata e ho seguito tutti i comparti aziendali nessuno escluso, dopodiché, essendomi laureata al Polimoda in  Marketing Strategico, è stato naturale occuparmi del marketing nell’Empoli. Ovviamente all’inizio un po’ di pregiudizi ci sono stati, com’è normale che fosse del resto, però credo in questi anni di aver dimostrato di saperci stare in questo mondo e di avere anche diverse cose da dire e soprattutto fare. Vivo e mi nutro di pressione e, purtroppo o per fortuna, metto pressione anche alle persone che lavorano con me”.


La mano e la pressione di Rebecca in questi anni si sono fatte sentire a cominciare dal rebrand del logo, al rinnovamento del Centro Sportivo di Monteboro e, chiaramente, alle maglie da gara.


Si perchè il motivo della nostra chiacchierata ovviamente riguarda la maglietta, come nasce, chi la pensa, quanto dura la gestazione: “Le maglie sono roba mia e di Gianmarco Lupi (Direttore Organizzativo dell’Empoli). Paradossalmente, nonostante abbia fatto il Polimoda, un mio cruccio enorme è quello di non saper disegnare.”


Dal 2018 l’Empoli è legata all’azienda italiana Kappa “Sono molto contenta e soddisfatta di questa sinergia che è nata, Kappa rispecchia esattamente i nostri valori, ha un’impostazione aziendale molto simile alla nostra e sono contenta di aver rinnovato l’accordo con loro per altri 5 anni.”



Le maglie di quest’anno a me piacciono in modo particolare, ma non dev’essere semplice ogni anno inventarsi qualcosa di nuovo, come nasce lo sviluppo grafico della maglia? Parte da voi, parte da Kappa? “Kappa ci manda una decina di proposte con i nuovi materiali e le loro idee grafiche, a quel punto la palla passa a noi che andiamo ad apportare le nostre modifiche. Comincio a mischiare le carte in tavole, ma con alcuni punti fermi: non mi piacciono troppi colori sulla maglia, massimo due, e con il presupposto che la prima maglia debba assolutamente mantenere il suo azzurro tradizionale, te lo dico perchè, devo ammettere che in qualche stagione abbiamo sbagliato pantone…”


 

Rebecca quest’anno con i dettagli e gli sponsor giallo fluo sulla prima maglia avete quindi osato: “Quello del Fluo è stata un’idea di Gianmarco, però una volta trovato l’accordo con gli sponsor, perchè ovviamente ognuno ha i propri colori e le proprie necessità, il risultato è stato davvero molto bello.”



Chiarita la presenza del fluo sulla prima maglia andiamo a vedere le altre due maglie che, come ho scritto in precedenza, ho apprezzato molto. “Considerando che, come ti ho detto, sulla prima maglia voglio mantenere la tradizione, sulle altre due ci concediamo qualche “licenza creativa” e quest’anno abbiamo voluto rendere omaggio alla nostra città sia per quanto riguarda la seconda maglia, storicamente bianca, sia per quanto riguarda la terza. Per la seconda ho sposato l’idea di Kappa. Mi è subito piaciuto l’effetto marmo e di conseguenza è stato naturale l’omaggio alla Collegiata di San’Andrea, ero solo titubante sulle tonalità dei numeri, non volevo che facessero effetto “macchia” e con la tonalità grigia ci siamo riusciti. Per la terza invece devo farti una premessa doverosa: la terza maglia è solitamente la maglia più “rischiosa”, mi piace stravolgere, ma rimanendo fedele alla tradizione. Non volevo che la presenza del rosa fosse troppo prevalente così, quando siamo arrivati alla soluzione che hai visto (la maglia utilizzata con la Lazio a Roma,) mi sono immediatamente convinta perchè i graffi rosa rappresentano i graffi di un leone che tagliano il tessuto, da qui l’omaggio alla Piazza dei Leoni (Piazza Farinata degli Uberti ndr) e i graffi del leone sono presenti anche sul pullman della squadra.”


Mi è sembrato scontato chiederle se il padre “interferisca” o comunque dica la sua sulle maglie: “Guarda se fosse per mio padre noi giocheremmo con la maglietta color vinaccia (sembra che la prima partita dell’Empoli nel 1920 fu giocata con una maglia di una tonalità rossa non ben definita, per alcuni un rosso non troppo vivo, per altri più vicino all’amaranto. Nell’anno del centenario, nel 2020, l’Empoli ha disputato 3 partite casalinghe con la maglietta color vinaccia), e comunque no non interferisce sulla creazione delle maglie” e te invece hai la possibilità di dire la tua in ambito sportivo? “Non l’ho mai fatto e mai lo farò, l’unica cosa che ho fatto, qualche volta, è stato esprimere la mia opinione sulla scelta di qualche persona da far entrare in società, ma non in ambito sportivo. Mio padre non lo ammetterà mai, ma so che ha tenuto in considerazione la mia opinione a riguardo…”.

Una delle scene che più mi piacciono è vedervi inquadrati in televisione l’uno accanto all’altra allo stadio: “Ma te lo sai che io la partita nemmeno la guardo? O meglio, ovvio che segua le fasi dell’incontro, ma devo stare più attenta a mio padre che durante le partite è come se andasse in trance agonistica. Non riconosce amici, conoscenti, nessuno e pensa: se qualcuno prima che finisca la partita, stiamo vincendo, lascia lo stadio e passa a salutarlo facendogli i complimenti per la vittoria si arrabbia… Quindi immaginati come potrò vivere la partita…”.



Con Rebecca si parla di tutto, si spazia da quello che sarebbe il suo colore preferito (Blue Navy: la comunicazione, il pullman e in passato anche qualche maglia dell’Empoli è stata di questo colore), alle nuove tecnologie: “Quest’anno con mio fratello Gherardo e la Wov Labs abbiamo messo a punto un sistema particolare per regalare un’esperienza speciale ai nostri tifosi. Sulla maglia gara, sotto lo stemma della squadra, abbiamo inserito un chip che se inquadrato con lo smartphone ti dice se la maglia è autentica oppure o no, e questo è solo l’inizio perchè in un futuro nemmeno tanto prossimo, ci piacerebbe che con lo stesso sistema allo stadio i nostri tifosi possano avere accesso a tutti i tabellini, le note e le info sulla gara in corso.”



Abbiamo parlato dello stadio presentato qualche mese fa: “Nella migliore delle ipotesi potremmo giocarci la prima partita fra tre anni esatti, ma meglio non crearsi false illusione e diciamo che quattro anni potrebbe essere il tempo giusto per la conclusione dei lavori”.


Un'ultima domanda: c’è qualcosa che vorresti fare, un desiderio da realizzare?

“Nella mia testa ho già in mente tutta una serie di migliorie per il nostro centro sportivo di Monteboro, ma non farmi dire altro…”


Fa piacere sapere che dietro a squadre come l’Empoli ci siano persone come Rebecca e suo padre Fabrizio. Come si dice in questi casi: “Sono cose che fanno bene al calcio”. 


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