giovedì 11 marzo 2021

Vittorio Iuè - Eccellenza musicale italiana

Oggi voglio pararvi di un amico e di un grande professionista della musica.

Ogni tanto mi sembra gisuto dare spazio ad eccellenze italiani che hanno portato all'estero tutto il loro Know-How

Il suo nome è Vittorio Iue’.

35 anni di esperienze professionali in Italia, ha iniziato negli anni 80 partecipando a diversi tour musicali e diventando music producer per Domenica in.


La Conoscenza dei software per la gestione musicale lo porta a collaborare come pro tools engineer per Pino Daniele. musical director di Max Giusti per oltre 15 anni, e’ stato il Responsabile musicale di trasmissioni televisive e soprattutto radiofoniche come Radio 2 Supermax: James Taylor, Dan Aykroyd, Spandau Ballet, Mannoia, Dalla, De Gregori, Giorgia, Pausini, sono solo alcuni degli artisti che ha accompagnato


Esperto di Editing digitale, ha all’attivo migliaia di spot pubblicitari radiofonici e Jingles. Tour musicali in Italia e all’estero, prima di trasferirsi a Los Angleles 2 anni fa ha partecipato al Tour brasiliano di Rita Pavone ( Rio, San Paolo, Porto Alegre , Curitiba) attualmente negli USA ( Los Angeles) ha prodotto il Remix del singolo Tomorrow dell artista Alexis Ashley arrivando al 7 posto della classica Bilboard) il Suo nuovo progetto musicale Relaxing in the City, ha raggiunto 120.000 streams su Spotify in poco più di 4 mesi con la sola uscita dei primi 4 brani. 

Nel 2020, anno nefasto, ha fondato la Iuemusic (publish company) e la Funkysworfi (Record Label) chiudendo contratti come Music producer per la Love Life entertainment ( Los Angeles).

Sempre come Music producer ha appena inaugurato il suo nuovo recording studio e la Green screen Room, negli studi di Hollywood della Arcane Global Media.

Spero presto di poterti venite a trovare a Los Angeles Amico Mio.


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lunedì 4 gennaio 2021

Il podcast

 Eccoci al dunque.

Ho sempre sostenuto, chi mi conosce lo sa, che dovevamo tenere gli occhi e soprattutto le orecchie ben aperte a quello che stava succedendo sul web.

A suo tempo, dopo miei numerosi solleciti a fare qualcosa,
mi fu detto che questa roba (podcast, social network ecc.) avrebbe avuto vita breve e che non sarebbe andata minimamente a scalfire il mondo radiofonico, non solo, ma che era roba per "sfigati che stavano le ore davanti al computer".

Adesso quelle stesse persone, che lottano con il crollo continuo ed inevitabile degli ascolti radiofonici, s'inventano inutili spazi dedicati ai Social e spacciano per podcast degli spezzoni, a volte di pochissimi secondi, di pseudo programmi radio: QUELLI NON SONO PODCAST .
Alla base di un vero podcast c'è il contenuto.

Nel 2020 gli ascolti di podcast, streaming, download, dirette instagram/facebook sono certificati da numeri reali, inconfutabili e non da dati approssimati per eccesso sulla base di sondaggi telefonici (come quelli radiofonici).

Per evitare fraintendimenti ci tengo a precisare che amo ancora il mezzo radiofonico e fare la radio, ma non mi riconosco più in nessuna delle radio attuali, in particolar modo in quelle che vengono definite dagli addetti ai lavori "radio di flusso" (per capirci quelle che trasmettono tanta musica e pochissimo parlato sminuendo al massimo il ruolo dello speaker).

Last but not least, nel 2017, quando mi fu proposta la direzione artistica di Match Music, imposi nei comunicati stampa e in tutta la comunicazione web che venisse definita "Social TV" proprio perchè reputavo anacronistica una televisione musicale ai giorni d'oggi (anche se si parla di 3 anni fa).

Per scrivere queste righe
ho preso spunto da questo articolo
del Corriere della Sera:



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