martedì 28 aprile 2015

Roberto Casalino

Almeno il 60% dei più grandi successi radiofonici degli ultimi anni sono usciti dalla sua penna.
Vi segnalo “Non ti scordar mai di me” portata al successo da Giusy Ferreri e “L’Essenziale” con il quale Marco Mengoni ha vinto il Festival di Sanremo due anni fa. 
Almeno il 60% dei più grandi successi radiofonici degli ultimi anni sono usciti dalla sua penna.
Vi segnalo “Non ti scordar mai di me” portata al successo da Giusy Ferreri e “L’Essenziale” con il quale Marco Mengoni ha vinto il Festival di Sanremo due anni fa.
Credo però sia abbastanza riduttivo segnalarvi solo queste due canzoni perché Roberto ha un curriculum di tutto rispetto.
Ha scritto brani per Syria, Alessandra Amoroso, Emma Marrone (tra cui i singoli "Con le nuvole","Cullami" e "Cercavo amore"), Annalisa Scarrone ( tra cui i singoli "Diamante Lei e Luce Lui", "Giorno per giorno" e "Senza riserva"), Dear Jack (tra cui il singolo "La pioggia è uno stato d'animo"), Fedez (il singolo"Magnifico" feat.Francesca Michielin), Francesco Renga ("A un isolato da te" e "L'amore altrove" feat. Alessandra Amoroso).
Nel 2012 ha scritto a quattro mani con ELISA il brano "Distratto", portato al successo da Francesca Michielin (vincitrice di X FACTOR 5).
Al Festival di Sanremo arriva in qualità di autore per ben tre anni consecutivi: nel 2012 con il brano "Per sempre" interpretato da Nina Zilli; nel 2013, come ho scritto in precedenza, con il brano "L'essenziale" cantato da Marco Mengoni si aggiudica la vittoria del Festival. E nel 2014 sono tre i brani al Festival: due per Giusy Ferreri ( "Ti porto a cena con me" e "L'amore possiede il bene" ) e uno per Francesco Renga ( "A un isolato da te" ).

Ho conosciuto Roberto grazie ad un amico in comune, Nicco Verrienti, anche lui autore e componente, con il sottoscritto, del Collettivo Salentino.
Ci siamo incontrati a Milano in occasione della presentazione del suo ultimo disco “E questo è quanto”. Porta sempre con lui un quadernino dove appunta tutto, qualsiasi cosa che lo ispiri, lui scrive. Gli avevano anche proposto di metterlo all’asta a scopo benefico (all’interno anche la primissima stesura di “Non Ti scordar mai di me” il brano che gli ha aperto le porte del music business), ma è troppo legato da privarsene anche se per un buon fine.
Sorprende, invece, che, nonostante le sue altissime credenziale e l’ottima qualità del disco, il suo progetto solista non stia avendo la giusta esposizione mediatica. Ne abbiamo parlato insieme ed entrambi siamo arrivati alla conclusioni che a volte le dinamiche del mercato discografico italiano sono inspiegabili. Ascoltate il suo disco, ne vale davvero la pena. Ascolterete il disco di uno dei più importanti e prolifici autori italiani dell’ultimo decennio.
In bocca al lupo Roberto. Noi ti sosteniamo!

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giovedì 23 aprile 2015

Alessandra Amoroso

Ho incontrato Alessandra Amoroso qualche settimana quando, puntualissima e soprattutto molto presto, si è presentata in radio. L’occasione non era la presentazione di un nuovo album, singolo o tour, bensì la pubblicazione del suo primo libro dedicato ai suoi fans.

E’ un vulcano di energia Alessandra, la cosa è decisamente sorprendente considerando anche il suo fisico esile, ma tonicissimo.
Abbiamo scherzato molto sulla pubblicazione di questo libro, però devo ammettere che è il giusto regalo a tutti i fan che l’hanno seguita fin dall’inizio, ovvero da quella edizione di Amici di Maria De Filippi del 2009 che la vide prevalere proprio sul suo grande amico Valerio Scanu.

S’intitola “A Modo Mio Vi Amo” il libro appena pubblicato e che racchiude tutte le esperienze e i racconti vissuti in questi 6 anni intensissimi.
Alessandra, infatti, dati Fimi alla mano, ha venduto complessivamente circa 1 milione di copie dei suoi album ricevendo svariati dischi d’oro e di platino. E’ stata premiata più volte per le sue vendite ai Music Awards italiani e nel 2014 le è stato riconosciuto il fatto di essere l’artista italiana femminile con più visualizzazioni su YouTube.
La cosa particolare del libro è che lei non solo ha raccolto le sue impressioni, le sue esperienze, ma qualche tempo fa aveva espressamente chiesto ai suoi fan di spedirgli dei pensieri, sensazioni che lei aveva trasmesso loro ed ecco nata l’idea di questo libro/raccolta/specchio punto di contatto con i fans stessi.

Piacevole da leggere e molto ricco di fotografie, si preannuncia come uno dei best seller di questa primavera 2015, ma di questo avevamo pochi dubbi considerando l’enorme seguito che ha l’artista salentina.
Davvero ganza l’Alessandra… Paccia, come si definisce lei in vero dialetto salentino.

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giovedì 16 aprile 2015

FaviJ


Sono sincero. Quando mi è arrivato l’invito dalla mitica Panini per la presentazione del suo album di figurine, non sapevo nemmeno chi fosse. Avevo sentito parlare di lui, ma non mi ero mai spinto oltre fino ad andare a vedere cosa combinasse sul suo canale YouTube. 
L’ho fatto, l’ho dovuto fare perché davanti ad un fenomeno del genere alzi le mani al cielo e devi dire solo una cosa: ”Bravo! Non capisco come chiunque possa stare a guardarti per 10/11 minuti quello che fai su YouTube (commenta i videogiochi mentre ci gioca), ma bravo proprio perché ci sono mediamente due milioni di persone al giorno che lo fanno ed evidentemente è una cosa che piace!”.
Si questi sono i numeri di questo fenomeno di soli venti anni dalla provincia Torino divenuto idolo di molti adolescenti. Il suo pubblico infatti varia dagli 11/12 anni fino a quasi i 18.

Lui chiuso nella sua cameretta munito di cuffie microfonate stile centralinista e inseparabile pc commenta videogiochi e sbanca su YouTube.
Mi ha lasciato perplesso quando ho letto che Panini gli avrebbe dedicato un album, ma a pensarci bene considerando il target al quale si rivolge faccio i complimenti ai responsabili che hanno avuto l’idea, per la geniale intuizione.
Lui quasi imbarazzato è arrivato alla conferenza stampa in suo onore in giustificato ritardo, perché non solo a vent’anni ammette di poter economicamente aiutare i genitori grazie ai suoi guadagni con i video, ma dopo aver mandato alle stampe il suo album di figurine, a ottobre approderà sul grande schermo con un film sui videogiochi. Niente di autobiografico, ma comunque un ruolo di prima piano in un film con produzione italo americana.
Questo è FaviJ un ragazzino di appena 20 anni che con un’idea semplicissima ha sbancato ed è ad oggi la WebStar più forte e più cliccata che c’è in Italia.

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mercoledì 8 aprile 2015

Saturnino

L’incontro e il saluto ai lettori di Leggo.it di Saturnino, mitico bassista e compagno di anni di Jovanotti: “Testa di Basso” è un’enciclopedia degli ultimi 25 anni di musica del miglior specialista italiano (ha scritto con Jova Penso Positivo e Ombelico del Mondo) con collaborazioni e storie su Sting, Lou Reed, Ramazzotti, Antonacci, Pelù, Ligabue, Vasco Rossi e tantissimi altri.
Straordinariamente stimolante. Se devo descrivere il mio incontro con Saturnino posso tranquillamente farlo con queste due parole.
Davanti ad un centrifugato abbiamo parlato di tutto e soprattutto ha saziato tutte le mie curiosità.
Non che ce ne fosse bisogno, basta leggere il suo libro Testa di Basso, scritto con Massimo Poggini ed edito da Salani, per togliersi tutte le curiosità, ma parlarne con lui e fargli una valanga di domande ha tutto un altro sapore.
E’ diretto quando ti parla, senza giri di parole, ti parla di moda, ti mostra gli stivaletti che lui stesso ha fatto modificare da un suo amico calzolaio in modo, a mio avviso, fighissimo, e ti spiega con enorme semplicità come, fare/disegnare una nuova montatura di occhiali, sia alla fine più difficile farlo a livello di marketing che a livello di realizzazione.
Il libro è un’autobiografia, ma non cronologica. Un po' come con il libro di Claudio Cecchetto, lo puoi sfogliare come un breviario, leggere a pagina 99 del suo rapporto con Luciano Pavarotti, o a pagina 138 di come scrive le canzoni con Lorenzo Jovanotti di cui è lo storico bassista.
Racconta di quando giovanissimo e inespertissimo si sia ritrovato in studio con Sting, e, dopo averlo conosciuto, mi sorprende leggere di quando Battiato ci rimase male perché al momento a sua precisa domanda rispose che non stava leggendo nessun libro. Ha decisamente rimediato, è un’enciclopedia umana.

Avremo aperto almeno duecento parentesi, perché è proprio questa la cosa che più mi ha colpito di Saturnino, il suo saper raccontare e farti interessare a quello che ti sta dicendo. Potrebbe tranquillamente farti credere che la Luna l’accende lui da casa sua ogni sera e tu ci crederesti. A chi come me s’immagina un musicista legato ai suoi strumenti in modo maniacale da conservarli tutti, lui con imbarazzante semplicità ti dice che non vuole un pezzo d’antiquariato sul palco con lui, ma l’ultimo ritrovato della tecnologia e se può crearselo da solo, tanto meglio. Nel libro racconta di quando si è ricomprato il suo primo basso che anni prima aveva regalato ad un amico. Aveva speso centoventimilalire e, anche un po' scocciato, lo ha ritrovato sul web a trecento euro. Per lui quello era un regalo all’amico e non doveva essere monetizzato. Ecco questo è Saturnino, un bassista tra i migliori in Italia, forse il migliore, tranquillo, pacato, divertente, curioso, intelligente, il primo a fare scherzi, ma che non devi far mai arrabbiare altrimenti viene fuori il Mister Hyde che c’è il lui. Non accetta, come è giusto che sia, le ingiustizie o le versioni non corrette di situazioni che lo riguardano, un esempio il suo rapporto con Giovanni Allevi, ma non posso raccontarvi altro altrimenti vi tolgo il gusto di leggere il libro.
Consiglio “Testa di basso” agli amanti della musica di Jovanotti, ma anche di quelli di Battiato, Lou Reed, Piero Pelù, Biagio Antonacci, Syria, Eros Ramazzotti, Ligabue, Vasco Rossi ecc. Si perché in questo libro c’è lo spaccato musicale degli ultimi 25 anni di musica.

E’ stato davvero un grandissimo piacere poter trascorrere un pomeriggio con te mitico Saturnino… Si questo è il suo vero nome ed è così che firma anche i pezzi che ha scritto con Jovanotti ( tra i tanti Penso Positivo, L’Ombelico del mondo ecc). Il suo nome è Saturnino, Saturnino Celani da Ascoli che con impegno, perseveranza, capacità e tanta curiosità è partito alla conquista del mondo musicale italiano. Per leggere  l'articolo su Leggo.it e vedere il saluto di Saturnino CLICCA QUI

giovedì 2 aprile 2015

Bob Sinclar

Questo l'articolo pubblicato sulla prima pagina del cartaceo di Leggo.

 L’appuntamento è per le 11 in un lussuoso hotel nel centro di Milano. La scena prevista è chiarissima: almeno una ventina di giornalisti che sgomitano per fare domande, selfie, urla, e invece… Siamo io, la fidata assistente italiana, Cristina e Bob Sinclar a disposizione completa della curiosità mia e di Leggo su musica e vita quotidiana di una popstar mondiale, che ama l’Italia.

Bob, ma tu ci vivresti in Italia e nel caso dove? 
«Amo il sole, mi sono trasferito a Los Angeles proprio perché al massimo in California può piovere non più di 20 giorni in un anno, ma se dovessi venire ad abitare in Italia, credo che Milano sarebbe la città ideale per il mio lavoro». «Qui potrei produrre i miei dischi, frequentare club, Milano è una città produttivamente parlando molto attiva… Ma io amo la campagna, il sole, la tranquillità, quindi…” Vivere Los Angeles ha influito nelle tue ultime produzioni?
«Assolutamente sì, anche se, amando lo sport (Bob è un grandissimo appassionato giocatore di tennis, ndr) ed essendoci sempre il sole, la voglia di stare chiuso in studio è… minore. Quando torno a Parigi recupero…». Centoventi serate all'anno in giro per mondo: farai fatica a mantenere un'alimentazione equilibrata?
«Non credere… Quando sono in Italia mangio pizza, pasta, burrata (immaginatevi sentirvi pronunciate la parola “burrata” da Bob Sinclar con il suo accento francese, ndr), diciamo che quando viaggio mi piace mangiare le cose tipiche dei posti che visito, ma quando torno a casa ho un regime alimentare molto rigido, non posso mangiare tutti i giorni pizza…».

Presenti “Feel the Vibe”, un singolo con cui torni alle sonorità anni 90.
«Sì, esatto, mi piace alternare, provare roba nuova, ma anche ripercorrere e riprendere sonorità del passato, questo è un pezzo molto commerciale, forse poco radiofonico, ma molto forte da ballare». Credi che in questi anni sia cambiato il tuo pubblico nelle serate, con l'avvento di genere musicali dance più estremi tipo l'Edm?
«Mi piace questa domanda: nelle mie serate si divertono più generazioni insieme, riesco a unirle tutte, dai quindicenni ai cinquantenni a cui piace divertirsi e sentirsi ancora belli giovani. Ci sono alcune cose Edm che mi piacciono, ma lo trovo un genere soprattutto per ragazzini, ai miei figli piace!». Hai fatto due dischi con Raffaella Carrà e hai ripreso in “Groupie” la colonna sonora del film italiano “Pinocchio”...
«Compro tanti vinili, non amo i cd, ma ho una collezione incredibile di vinili sia 33 che 45 giri, in uno di questi ho ascoltato A far l'amore comincia tu, e ho contattato Raffaella, che inizialmente non sapeva nemmeno chi fossi, adesso siamo amici e ci sentiamo spesso. Per quanto riguarda Pinocchio, l'etichetta Sugar di Caterina Caselli mi spedì parte del loro catalogo e ascoltai Pinocchio, mi piacque e così è nata Groupie». Un saluto veloce, un bel video per il sito di Leggo e via in aeroporto direzione Bari per una serata con… burrata (rigorosamente con l'erre moscia).

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​L’appuntamento è per le 11 in un bellissimo hotel nel centro di Milano. La scena nella mia mente è chiarissima: almeno una ventina di giornalisti che sgomitano per fare domande, selfie, urla, e invece… 
Arrivo puntualissimo, anzi con qualche minuto di anticipo, mi accomodo nella hall e con mia enorme sorpresa arriva Bob Sinclar accompagnato dalla sua gentilissima assistente italiana Cristina. Ebbene si, solo noi tre con la possibilità di chiedergli qualunque cosa e parlare di qualsiasi cosa.
Visto lo splendido contesto gli chiedo subito se lui ci vivrebbe in Italia, candidamente mi dice di amare tremendamente il sole, che si è trasferito a Los Angeles proprio perché al massimo in California può piovere non più di 20 giorni in un anno, ma che se dovesse venire ad abitare in Italia Milano sarebbe la città ideale per il suo lavoro, qui potrebbe produrre i suoi dischi, frequentare club. ecc, ma amando il sole, la campagna, diciamo che Milano può attendere… Ama tantissimo fare sport, è un grande appassionato di tennis (Federer il suo tennista preferito), non per niente qualche anno fa è stato protagonista di un video con il collega Martin Solveig girato proprio sul centrale del Roland Garros a Parigi.
E’ molto attento al cibo, certo facendo mediamente 120 serate all’anno può capitare che sgarri, come quando viene in Italia e impazzisce per pizza, pasta e burrata (immaginatevi sentirvi dire burrata da Bob Sinclar con il suo accento francese), ma ritorna al corretto regime alimentare appena mette piede in casa sua.

La scusa dell’incontro è stata la pubblicazione del suo nuovo singolo “Feel The Vibe”, un ritorno per lui alle sonorità anni ’90. Mi ha confidato che gli piace molto sperimentare roba nuova, ma anche ripercorrere e riprendere sonorità del passato e questo suo nuovo singolo ne è l’esempio.
L’ho definitivamente conquistato quando gli ho chiesto: “Credi che in questi anni sia cambiato il tuo pubblico nelle serate, con l’avvento di generi musicali dance più estremi tipo l’edm?”.
“Grazie mi piace molto la tua domanda” è stato l’incipit della sua risposta e ha proseguito dicendomi che la cosa bella nelle sue serate è che ci sono più generazioni insieme, riesce a unirle tutte, dai quindicenni ai cinquantenni a cui piace divertirsi e sentirsi ancora belli giovani. Ci sono alcune cose della EDM che non gli piacciono, lo trova un genere soprattutto per ragazzini, ai suoi figli per esempio piace.

Ha un rapporto speciale con l’Italia, non per niente negli ultimi anni ha fatto due dischi con Raffaella Carrà e hai ripreso in “Groupie” la colonna sonora del film italiano Pinocchio.
Compra tanti vinili, non ama i cd, ha una collezione incredibile di vinili sia 33 che 45 giri, in uno di questi ha ascoltato “A far l’amore comincia tu” , ha contattato Raffaella, che inizialmente non sapeva nemmeno chi fosse, mentre adesso sono amici e si sentono spesso. Per quanto riguarda Pinocchio, l’etichetta Sugar di Caterina Caselli gli spedì parte del loro catalogo e ascoltando Pinocchio gli piacque e così è nata “Groupie”.

Un saluto veloce, un bel videosaluto per i lettori di Leggo e via in aeroporto direzione Bari, la sera lo avrebbero accolto con una splendida Burrata (rigorosamente con accento francese). E’ stato un grande privilegio Mister Bob Sinclar.

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