martedì 17 marzo 2015

Franco Trentalance

Mi chiamano e mi dicono che Franco Trentalance ha scritto un libro. Giusto per quei due o tre che non lo sapessero, è uno tra gli attori hard più noti a livello europeo con 18 anni di carriera, 440 film e 24 awards all’attivo.

Ha fatto di tutto, ma la visibilità maggiore l’ha avuto in occasione della sua partecipazione a “La Talpa” ed è proprio in quell’occasione che sono venuto a conoscenza della sua esistenza. Giuro.

Il primo pensiero è un insieme di pensieri: Rocco Siffredi è all’isola, io ho la possibilità di conoscere un altro TOP del loro settore, ci vado. Si ok ci vado ma cosa gli chiedo? Vado per il libro ok, ma io sono troppo curioso, ho la possibilità di incontrarlo privatamente e che faccio? Non lo inondo di domande sulla sua attività primaria? Ok gli faccio tutte le domande ma se poi gli faccio tutte le domande che voglio e lui, però giustamente, insiste per parlare solo del libro e s’incaxxa pure?

Ok sono andato e ho fatto tutto di cui sopra, tranne la parte finale: non solo non si è incazzato, ma anzi ha esaudito in modo impeccabile tutte le risposte alle mie innumerevoli domande. Partiamo dal fatto che ha scritto un libro dal titolo “Tre giorni di buio”.

E’ il suo secondo libro. Il primo è stata un’autobiografia, questo un thriller. Scritto a quattro mani con il giornalista Gianluca Versace è il suo primo romanzo d’invenzione che, senza rinunciare al sesso, dà vita alle diverse facce del male: vendetta, violenza e corruzione.

Trentalance e Versace raccontano, senza troppi fronzoli, gli atti compiuti da un serial killer ambientati nei giorni d’oggi e lentamente ci fanno conoscere personaggi dal profilo psicologico complesso portandone alla luce turbe, perversioni e ossessioni malsane.

“Ho un carattere positivo e ottimista, ma nutro curiosità peri lati oscuri dell’essere umano, racconta Trentalance, quanti di noi nascondono una zona buia? Quante persone sarebbero pronte ad agire per vendetta e con crudeltà se una situazione dovesse portarli al limite?

Proprio queste domande mi hanno spinto a scrivere un thriller dove, insieme a Versace, descrivo il male nei suoi aspetti peggiori e analizzo le debolezze umane sono una lente d’ingrandimento potente”. Come dite? E le mie domande? Le sue risposte? Cosa mi ha detto? Oh io sono andato per il libro, per il resto avrò occasione di raccontarvi… Forse… Nel frattempo faccio tesoro io delle “dritte” che mi ha dato!
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